mercoledì 11 novembre 2009

http://www.agoravox.it/Il-coraggioso-Comitato-di-Bioetica.html

Il coraggioso Comitato di Bioetica

Leggete bene la prefazione ed i 10 punti esposti qua sotto, uno alla volta e con calma, indipendentemente da quello che pensate a riguardo.

Recentemente sono state descritte alcune delle situazioni che si vengono frequentemente a creare, nelle quali l’obiettività della ricerca e quella dell’informazione scientifica che viene data ai medici, può essere messa in pericolo:

1) l’industria spesso non fornisce ai medici un’informazione neutrale e completa, ma un’informazione già indirizzata, creata nei propri uffici;
2) i farmaci prodotti sono spesso duplicati di altri farmaci già esistenti (i cosiddetti farmaci me-too) che non presentano vantaggi rispetto a questi ultimi e che vengono venduti a un prezzo superiore. L’industria promuove solitamente i medicamenti più recenti e costosi e a tal fine a volte elargisce ai medici vari tipi di “doni” che inducono nei sanitari un atteggiamento incline all’iperprescrizione o alla prescrizione dei farmaci più costosi;
3) l’industria controlla e indirizza la ricerca attraverso i finanziamenti che elargisce all’Università;
4) l’industria a volte interrompe ricerche non favorevoli o ne impedisce la pubblicazione. In altri casi distorce una ricerca in corso, sostituendo gli obiettivi (end points) primari con obiettivi surrogati;
5) i dati bruti delle sperimentazioni clinico-farmacologiche rimangono spesso nelle mani dell’industria e non vengono mai messi a disposizione dei ricercatori che li hanno prodotti. A questi ultimi i dati vengono forniti soltanto quando sono stati rielaborati dagli uffici statistici delle aziende;
6) l’industria, in quanto “proprietaria dei risultati”, non pubblica i risultati negativi;
7) le riviste scientifiche non pubblicano articoli con dati negativi perché di scarso interesse scientifico o commerciale;
8) l’industria condiziona, attraverso la pubblicità, le maggiori riviste mediche, i cui referees spesso hanno rapporti di dipendenza economica dalle aziende;
9) i medici che redigono le rassegne o le linee-guida sovente non sono davvero indipendenti dalle industrie.
10) anche le pubbliche amministrazioni spesso non sono indipendenti dalle industrie.

Ora vi faccio una domanda:
Secondo voi questi 10 punti li ho presi da qualche sito complottista o sono l’ennesimo attacco contro le industrie farmaceutiche
da parte di qualche medico specializzato in medicine non convenzionali?

Risposta:
Per quanto vi possa sembrare strano,queste sono le considerazioni finali del Comitato Nazionale per la Bioetica e sono tratti dal documento "Conflitti d’interessi nella ricerca biomedica e nella pratica clinica", uno studio voluto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed approvato nella Seduta Plenaria dell’8 Giugno 2006.

Confusi?
Sbalorditi?
Preoccupati?

Il solo fatto che questo documento esista è sbalorditivo.
Le conclusioni del comitato di bioetica sono a dir poco paurose.
Sono passati 3 anni da allora ma la situazione esposta potrebbe non essere cambiata molto.

Di certo i membri di questo comitato, hanno dimostrato un grande coraggio nel redigere e diffondere questo documento, visti gli interessi in gioco.

"Il profitto prima della salute del cittadino", questo sembrano dire queste parole.
Forse è il caso di fare pressione sui nostri politici affinché la situazione cambi?
Voi che ne dite?

In attesa che qualcuno si pronunci o che il comitato di bioetica ci dia buone notizie, per chi volesse approfondire l’argomento, a questo link http://www.governo.it/bioetica/testi/Conflitti_interessi.pdf potrete accedere al testo completo del documento, corposo ma molto interessante.

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